04/10/2017

Il welfare aziendale: 5 buone pratiche

Vorresti premiare e riconoscere di più il lavoro dei i tuoi dipendenti e dei tuoi colleghi? Ecco perché dovresti pensarci. Un’infografica che ti aiuterà a capire tutti i vantaggi legati al welfare aziendale.

Quando il proprio lavoro viene riconosciuto come importante e ben fatto, la gratificazione che ne riceviamo influisce sulla nostra motivazione.

Cosa succederebbe se questo circolo virtuoso si estendesse a tutti i componenti di un’azienda?

Perché intraprendere una strategia di riconoscimento in azienda

Fare sì che gli sforzi dei tuoi collaboratori e dipendenti siano riconosciuti e giustamente valorizzati non incide solo sulla quantità di parole spese…

Ecco alcuni dati:

  • 30% di produttività in più: è quella dimostrata dai team che vengono gratificati ogni giorno;
  • 20% di impegno...in più: un team che vede un riscontro della propria fatica e impegno, ne impiega ancora di più!
  • -31% di turnover: andresti mai via da un posto dove ti senti valorizzato e importante?
  • +27% di benefici economici: essere soddisfatti al lavoro incide sull’umore, sullo spirito…e sul portafoglio, non solo del dipendente: molti programmi di welfare aziendale, inoltre, consentono benefici fiscali consistenti, facendo risparmiare l’azienda, aumentando il benessere dei collaboratori.

Ma attenzione! Non è tutto qui…

Come costruire una strategia di riconoscimento efficace?

I risultati che abbiamo esposto sono sicuramente eloquenti e attraenti, ma non è scontato raggiungerli!

Se vuoi mettere in campo una strategia di riconoscimento efficace per aumentare la motivazione nel tuo ambiente di lavoro, segui e investi su questi 5 punti:

  1. Comunicazione: una strategia di riconoscimento valida ha valore in sé certo. Ma i beneficiari devono essere consapevole che esiste e non darla per scontata: deve essere chiaro che essa nasce da un’attenzione che l’azienda ha nei loro confronti. I dati mostrano bene questa mancanza di consapevolezza: in media, solo il 58% dei dipendenti di un’azienda sa che essa possiede un programma di riconoscimento, nonostante le aziende che lo possiedono siano il 75%.
  2. Taylor made, ovvero: il riconoscimento su misura. Conosci davvero i desideri dei tuoi dipendenti? Questi sono i “magnifici 3”:
    • Garanzie economiche e personali;
    • Buon bilanciamento tra vita lavorativa e vita “fuori”;
    • Formazione e crescita personale.
      Come puoi rispondere a queste esigenze in modo tale che i tuoi collaboratori percepiscano un beneficio? Sei sicuro di non proporre benefit “omologati” “perché tutti fanno così”? Sei sicuro di non poter proporre benefit differenziati a seconda della persona che hai davanti? Il 70% dei lavoratori sostiene che, se i benefit fossero personalizzati, aumenterebbe la loro capacità di essere fedeli al proprio datore di lavoro. Ad esempio, con Pass Welfare puoi offrire servizi di welfare in una vasta gamma di aree di intervento, come scuola e istruzione, mutui e finanziamenti e previdenza integrativa, a seconda delle esigenze dei tuoi dipendenti.
       
  3. Premiare non solo “il fine”, ma anche “i mezzi”: valorizzare “solo” i risultati raggiunti rispetto al “modo” in cui li si è ottenuti è poco efficace. È importante mettere in risalto i modi di operare maggiormente efficienti, soprattutto valutando capacità di gestione, nonché aderenza ai valori e alla sicurezza aziendale. Sono importanti da tenere in conto anche fattori di condotta e collaborazione. Eppure, solo il 18% dei dipendenti, al momento, vede riconosciuti i propri sforzi nell’essere coerente con i valori dell’azienda.
  4. La giusta tempistica: una volta all’anno, o in corrispondenza delle occasioni canoniche, non basta: i lavoratori hanno bisogno di vedere riconosciuto il loro impegno e il raggiungimento dei loro obiettivi quando ciò avviene. Farlo solo una volta all’anno equivale o omologare tutto. Il 65% degli impiegati pensa che si dovrebbe dar segno di apprezzare la loro prestazione almeno una volta al mese.
  5. Potenziamento per ciascuno: la capacità di apprezzare e valorizzare l’impegno di un lavoratore non può essere solo un discorso, o un’azione proveniente solamente dal datore di lavoro, ma un’atmosfera diffusa in azienda: rispetto alle aziende in cui il riconoscimento proviene solo dai manager, quelle in cui vige un programma di valorizzazione peer to peer (da pari a pari) hanno il 35% di possibilità in più che ciò abbia un impatto positivo sui risultati. Questo clima di stima reciproca richiede impegno e allenamento da parte di ogni componente, nessuno escluso.

Vero è anche che il 67% dei lavoratori sembrano identificare la lode da parte dei superiori come motivazione principale al loro impegno. Nonostante questo, l’88% dei dirigenti non sono formati per apportare un contributo costruttivo al programma di riconoscimento della loro azienda.

Ora tocca a te! Questi 5 punti non sono semplici… ma è in gioco il bene della tua azienda!

Noi di Sodexo infatti sappiamo che la qualità della vita nelle imprese è un fattore importantissimo per migliorare le performance dei tuoi dipendenti, ma soprattutto il loro benessere e soddisfazione.

Per questo grazie alla nostra esperienza ed expertise nel campo abbiamo anche creato l’ebook “Cosa significa essere un’azienda che ha a cuore la qualità della vita?”, che puoi scaricare qui: vi troverai tante riflessioni, dati e spunti concreti di azione per lavorare sulla qualità della vita nella tua azienda.

E tu che ne pensi? Cosa succede nella tua azienda? Sei un dipendente e pensi che il tuo operato dovrebbe essere maggiormente valorizzato? O sei un dirigente e non sai come far nascere un clima di apprezzamento e stima reciproca?